mercoledì 17 luglio 2013

PD - Il "Gioco delle Correnti"



Quante correnti ci sono nel Partito Democratico? Diverse. L'unica certezza, però, è che quella dei cosiddetti 'renziani' sia quella più decisamente attiva. 

Agli attacchi portati avanti al Governo Letta nelle ultime settimane dall'uomo 'forte' del partito, non tanto per l'influenza sulla base ma solo per il carisma che lo spinge a portare avanti una tesi - che sia di sinistra o meno non conta - diversamente dall'appiattimento della maggior parte delle correnti, sono seguiti i giudizi sul Ministro dell'Interno e la richiesta, che verrà fatta dai senatori 'renziani' nella riunione dei gruppi, delle dimissioni dello stesso Alfano. 

La motivazione di tale richiesta sta nella necessità di "restituire al Governo la necessaria credibilità sul piano nazionale ed internazionale". Tutto vero e legittimo, ma una posizione tanto diretta equivale a voler (quasi) spezzare quella corda che tiene debolmente unite le due anime opposte dell'Esecutivo. 

L'obiettivo dei "renziani" è far cadere oggi un Governo comunque destinato a durare poco altro tempo ancora? 

Forse, ma con tutta probabilità la 'mozione' non avrà la maggioranza e il Governo non potrà cadere in questa circostanza, ma Renzi avrà dalla sua una carta in più da giocare in quella 'campagna elettorale interna' che stabilirà la leadership futura del partito. 

Agli occhi degli italiani infastiditi da piccoli o grandi giochi di potere e da sotterfugi spionistici, la posizione di Renzi, seppur propagandistica, avrà successo ed i consensi aumenteranno. 

In alternativa, l'azione dei 'renziani' potrebbe essere vista come l'antipasto di un nuovo 'ribaltone': un Esecutivo alternativo a quello attuale composto dal duo PD-M5S che piace più alla rete e molto meno a Casaleggio e Grillo. 

Ma per quello c'è ancora tempo, intanto gustiamoci il democratico "Gioco delle Correnti".

Nessun commento:

Posta un commento

Oliviero.it