martedì 23 luglio 2013

Le moto e i 'sogni di bambino'



Il giorno in cui decidi di 'correre in moto' lo fai per gioco, perché lo hai fatto sin da piccolo con i modellini, perché pedalare con la bici ti ha dato la giusta adrenalina o forse perché tirare calci ad un pallone ti è sembrata una cosa banale. Poi il gioco dovrebbe trasformarsi in qualcosa di più grande e in alcuni casi diventare un lavoro come altri, ma non è così. 

I rischi sono chiari a tutti e scegliere una strada tanto pericolosa pare spesso folle, quasi innaturale. Forse è per questo che non si capisce perché non esista una mamma apprensiva pronta ad opporsi o a 'contenere' quell'istinto innato nei loro bimbi. Ma come può una madre placare quel fuoco che vive negli occhi di chi ama i motori e di chi considera la propria moto non come un oggetto ma come l'elemento 'mancante' per realizzare il proprio sogno!?

Purtroppo, però, in alcuni casi questa splendida 'cornice' va improvvisamente in frantumi ed i 'sogni di bambino' si infrangono su nuvole d'acqua, su voli infiniti e su scontri devastanti, come accaduto recentemente ad Andrea.  

Nei momenti di lutto a stupire è il micro-mondo che intorno si materializza: il dolore della famiglia misto ai sensi di colpa ed ai mille 'se', il rimorso di chi ha spezzato involontariamente quella vita misto al desiderio di tornare prontamente a correre incerottato pur di portare con sé in moto l'amico 'volato' via, i ricordi e le immagini dei momenti felici misti ai desideri non realizzati di un ragazzo che, mai per un istante, ha creduto di non farcela. 

Tutto questo ricalca un copione (istintivo) già visto meno di due anni fa dopo la scomparsa di Marco Simoncelli: il marchio di questo 'moderno' modo di vivere le corse in moto.

Di questo mondo ciò che affascina, però, non è solo la velocità, il rischio, l'adrenalina, il profumo del successo ma i sentimenti che tale disciplina genera all'interno di questi piloti-bambini: il forte legame con la loro famiglia, nella maggior parte dei casi con i loro papà.

L'amicizia e la complicità che nasce nelle corse con le mini-moto, i litigi e i rimproveri che avvicinano ancor di più, la felicità nei momenti di successo e il conforto nei momenti di difficoltà: quella presenza costante che in un mondo di 'duri' è la più tenera espressione di amore. Quella certezza di aver percorso e di percorrere la strada del sogno per sempre assieme.

Nonostante le mie 'paure' non domandatemi cosa farei di fronte alla richiesta di mio figlio di intraprendere lo stesso percorso rischioso, ma estremamente affascinante: la risposta è fin troppo ovvia.


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