L'industria italiana vive una delle fasi più buie della sua storia, ma parallelamente l'eccellenza della produzione (di nicchia) viene riconosciuta a livello internazionale.
La 'triste' conseguenza di ciò è la cessione di marchi storici come quello di "Loro Piana" ai francesi di Lvmh nel campo della moda e recentemente "Pernigotti" ai turchi di Toksoz in ambito alimentare.
Si potrebbero citare molte altre operazioni del genere effettuate nell'ultimo periodo come la vendita di parte dell'azienda "Riso Scotti" agli spagnoli di Ebro Foods o la cessione della pasticceria Cova sempre a Lvmh dopo un vero e proprio scippo alla famiglia Bertelli che fa capo al Gruppo Prada e le tante aziende vinicole toscane passate di mano a investitori americani e asiatici.
Tutto ciò è conseguenza della crisi che il nostro Paese sta vivendo?
E' vero solo in parte. Certamente la forte concorrenza in termini di costo del lavoro, il costante decremento dei consumi e la mancanza di sostegni finanziari atti a sopportare mesi e anni di bilanci in rosso hanno spinto molte aziende a vendere o a chiudere i battenti, ma questo discorso non dovrebbe riguardare alcuni dei ricchi marchi storici in questione.
Difficile credere che chi come "Loro Piana" sia capace di fatturare 700 milioni di euro l'anno (con un utile di oltre 140 milioni) non sia in grado di resistere alle lusinghe francesi.
Non so se sia stata un'offerta economica irrinunciabile, ma se solo una parte dei due miliardi di euro pagati da Arnault alla famiglia piemontese fosse reinvestita nel nostro tessuto imprenditoriale allora forse la rinuncia sarebbe meno dolorosa.
Rimane la delusione per un sistema in crisi, ma soprattutto per una cultura imprenditoriale ormai svanita da tempo.
Manca, oltre alle risorse che forse lo Stato e il sistema finanziario non garantiscono adeguatamente, il coraggio di fare impresa, di dare lustro al "Made in Italy" e di ravvivare i marchi italiani, come il brand Diadora recentemente riacquistato in Cina da Polegato (Geox) in un percorso inverso, che mostra quanto siano diversi gli obiettivi e le passioni in tempo di crisi.

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