lunedì 8 luglio 2013

Il Papa a Lampedusa



Per il primo viaggio apostolico Papa Francesco ha scelto Lampedusa con l'intento di lanciare un messaggio al mondo intero e soprattutto agli italiani, che probabilmente da tempo hanno dimenticato la loro storia fatta di 'migrazioni' e di umiliazioni annesse.

Visitare quest'isola simbolo alla stesso tempo della bellezza del nostro Paese e del 'miraggio' che essa rappresenta per migliaia di persone in fuga dalle proprie case è un gesto forte soprattutto per il suo significato universale: per salvaguardare la propria Terra è fondamentale aprire gli occhi e tendere le mani a chi nella disperazione cerca una nuova via, un punto di partenza per rinascere nuovamente. 

E' un messaggio che molti approvano idealmente, ma che fanno fatica ad accettare concretamente per mancanza di pieno altruismo o spesso per paura. Tuttavia, lanciato con tanta veemenza potrebbe avere un'eco superiore rispetto al passato?

La folla che oggi festeggia assieme a Papa Francesco è conscia di questo messaggio o è solo infiammata dall'arrivo del nuovo Pontefice? 

Domani i riflettori sull'isola si spegneranno, gli abitanti torneranno a 'convivere' forzatamente con quella che ritengono una limitazione degli propri spazi, in molti torneranno ad utilizzare l'immigrazione clandestina come pretesto alle proprie invettive in campagna elettorale o giustificazione alla cronaca giornaliera. 

Ed il Papa? Si accorgerà presto di quanto arduo sarà il suo compito di moralizzare un mondo all'esterno falsamente recettivo, ma egoista nel suo profondo.

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