venerdì 19 luglio 2013

Federal Reserve & (micro)economia Usa - da articolo pubblicato su "Il Quotidiano della Calabria" del 18 luglio



"E’ iniziata la ‘stagione degli utili’ negli Stati Uniti e il periodo coincide con le scelte delicate che dovranno essere prese dalla Federal Reserve. Le prime pubblicazioni dei bilanci relativi al secondo trimestre dell’anno sono parse più che positive a partire da Alcoa [....] fino alle big della finanza americana (Goldman Sachs, Citigroup e Bank of America

Se per il comparto bancario le attività di “investment banking” e “trading” continuano ad 'aiutare' i bilanci e gli anni dei tagli drastici sembrano ormai alle spalle, anche il settore industriale mostra segnali incoraggianti, grazie ad un trend dei consumi sempre in costante progresso. 

L’operato della Fed che negli ultimi anni ha fornito grandi quantità di liquidità al sistema, il conseguente rialzo dei mercati azionari che ha incrementato il valore del portafoglio dei privati [....] e il prezzo crescente degli immobili che ha aumentato la ricchezza degli americani, sono gli elementi chiave che spiegano il perché di maggiore fiducia da parte delle imprese e soprattutto dei consumatori, i quali da tempo hanno ripreso ad indebitarsi per fare acquisti.

Tutto ciò si riflette poi sulla micro-economia e cioè su quell’apparato produttivo che, grazie a ricavi certi e stime meno nebulose per il futuro, è in grado di impiegare somme di denaro più che rilevanti nei grandi investimenti e nelle acquisizioni. [....]

Considerando tali miglioramenti, che seppur lenti paiono decisi e progressivi, non è difficile immaginare le mosse future della Banca Centrale americana nonostante le varie interpretazioni delle parole di Bernanke. [....]

Oggi il Presidente della Fed continua a legare le scelte di politica monetaria alla crescita americana, separando la gestione dei tassi d’interesse dal “Quantitative Easing 3” e lasciando intendere che l’economia statunitense dovrà essere in grado di camminare da sola senza la necessità della somministrazione di altre ‘medicine’, avendo soltanto cura di intervenire nella fase di riabilitazione del ‘malato’, tecnicamente guarito ma psicologicamente fragile.

Agli operatori non piace rischiare senza poter contare su un paracadute sicuro e poco importa se il perdurare di ciò possa creare una ‘bolla’ sui mercati, per speculare su quella c’è ancora diverso tempo davanti."

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