martedì 25 giugno 2013

Estratto articolo pubblicato su "Il Quotidiano della Calabria" del 15 giugno....in effetti!!!


Maggio è da sempre considerato per gli investitori un mese critico, in considerazione della storica propensione di chi ha realizzato guadagni nel primo quarto d’anno di chiudere le posizioni e di consolidare i profitti. La buona tenuta dei dati macro a livello mondiale, la scelta delle Banche Centrali di proseguire sul sentiero espansivo di politica monetaria e il trend positivo dei mercati non sembravano elementi a supporto di una correzione dell’azionario ed infatti, al di là di una performance negativa di qualche punto percentuale più che fisiologica, ciò non è accaduto [....] 

Un elemento chiave è rappresentato dal possibile cambiamento della politica monetaria statunitense: la Federal Reserve ha lasciato intendere che qualora i dati macro e soprattutto la creazione di nuovi posti di lavoro mostrassero miglioramenti di rilievo, sarebbe costretta a ridurre le dimensioni del “Quantitative Easing” in atto, dando meno linfa al mercato e non garantendo più liquidità illimitata. [....] 

E' oggi credibile che il “maggio di correzione“ per i mercati azionari possa solo essere stato rinviato di poco tempo. E’ probabile, infatti, che la deflazione esportata da chi svaluta le proprie divise (Giappone), l’incapacità dei Paesi Emergenti di dare un rilevante apporto alla crescita globale, il raggiungimento di massimi eccessivi se rapportati all’effettiva congiuntura economica, il timore che le Banche Centrali non garantiscano più fino e oltre il 2014 l’apporto al sistema [....] possano oggi  rappresentare per gli operatori un’occasione di vendita in prossimità dei mesi estivi, statisticamente più volatili e garanzia di imprevedibilità.    

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Oliviero.it