venerdì 13 settembre 2013

Mercati: le nubi si diradano, meno sull'Italia - da articolo pubblicato su "Il Quotidiano della Calabria" del 13 settembre


Dopo l’intervento del Cremlino [...] una soluzione positiva relativa alla ‘questione siriana’ appare sempre più probabile e ciò sembra aver condizionato positivamente i mercati finanziari.

Essa rappresentava per gli operatori uno degli elementi distorsivi di questa fase post-estiva sulle borse mondiali, preoccupate anche dalla crescita economica incerta nei Paesi Emergenti e dalla gestione della politica monetaria da parte della Federal Reserve americana.

In Asia i timori legati ad una sorta di “soft landing” [...] iniziano ad essere più contenuti e ciò è riscontrabile nella recente pubblicazione di indici macroeconomici specifici [...] che hanno alimentato un ritorno di interesse dei grandi investitori nell’area. Anche la forte crescita del Pil giapponese e la ‘cura Abe’ sembrano garantire prospettive rosee per l’economia nipponica, diventata dopo decenni di stagnazione una forza trainante per l’intero Continente.

In America i dati sul mercato del lavoro suggeriscono cautela nell’implementazione della riduzione degli acquisti di Treasury e con un grande sforzo di comunicazione della Fed probabilmente si riuscirà a far ‘digerire’ il primo taglio di ottobre di circa 10 miliardi di dollari [...] come un episodio di routine.

Pertanto, se la guerra in Siria appare congelata, forse solo temporaneamente, sui mercati aleggiano in questa fase incertezze sporadiche e arginabili: il tetto del debito Usa verrà rinegoziato con concessioni democratiche e/o rinunce repubblicane e le elezioni tedesche alla fine consegneranno alla Merkel il comando del Paese con la sola incognita delle alleanze. [...]

E la situazione politica italiana? In una fase più incerta la lunga ed estenuante questione “decadenza” avrebbe condizionato l’intero panorama borsistico europeo, mentre oggi è solo garanzia di volatilità per l’indice italiano.

Sarebbe auspicabile un reale passo indietro da parte di Berlusconi dalla vita politica nostrana in attesa degli esiti giudiziari e magari di un clemenza “ad hoc”, ma è difficile credere che ciò avvenga.

Rimane la certezza che una caduta di questo Governo sia più negativa all’ex-premier che altro e che un Governo alternativo sia anche peggio, quindi al di là delle forzature, dei rinvii e di chissà quali altre creative opzioni è probabile che il ‘virus italico’ sia destinato a infettare solo la vita economia e politica interna del nostro Paese, da cui l’Europa inizia ormai ad essere immune.

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