Agosto è iniziato e con esso un periodo 'bollente'.
Il mese si è aperto con la conferma della sentenza di condanna di Berlusconi che ha colto di sorpresa molti: il suo 'esercito' per cui la parola 'annullamento' ha un unico significato, i suoi avvocati che credevano di avere 'buone carte' e lo stesso protagonista che, parafrasando uno dei suoi slogan, credeva di essere 'invin(s)cibile'.
Il Governo Letta dovrà fare i conti con le 'intemperanze' del PdL, pronto a ricattare l'Esecutivo con l'avvento del nuovo 'movimento' settembrino. Forse, però, la destra dovrebbe interrogarsi sull'utilità di questo Governo: il Pdl è un partito con un leader dimezzato, senza personaggi di spicco al suo interno (non è che dall'altra parte abbondino, a dire il vero!) e incapace di dettare una linea politica chiara al di là di semplici 'personalismi'.
Far cadere il Governo potrebbe essere controproducente, visto che difficilmente questo Parlamento voterebbe l'allontanamento di Silvio e che le incognite su possibili ricandidature potrebbero condizionare l'intero futuro politico della destra italiana.
Pertanto, meglio giocare il ruolo della vittima sacrificale ancora per un po', sbraitare contro la Magistratura e cercare di 'spaventare' il PD, che dimostra ancora una volta di non saper leggere negli occhi di Berlusconi la paura e, di conseguenza, di non saper 'ricattare' o mettere politicamente alle strette l'avversario.
Di fronte al clamore creato ad arte da Berlusconi, dal PdL e dai suoi 'seguaci' spesso ci si dimentica di quello che accade e che è accaduto in passato. Oggi ricorre l'anniversario della Strage di Bologna: l'Italia, soprattutto a destra, dovrebbe indignarsi non per una sentenza emessa democraticamente, ma per il silenzio che accompagna trentatre anni di omertà. C'è chi aspetta i risarcimenti, chi vorrebbe conoscere realmente colpevoli e mandanti, chi è ritenuto responsabile e potrebbe non esserlo, chi ha taciuto e ha depistato, chi crede siano stati i Palestinesi per ripicca e chi gli Americani e gli Israeliani per punire il cosiddetto 'Lodo Moro'.
Ma a questo l'Italia 'agostana' non è interessata, meglio dibattere su Silvio, immaginare goliardici lavori socialmente utili o ipotizzare una fuga in elicottero in Kenya o ad Antigua: l'Italia è il Paese delle 'divisioni', quelle gustosamente frivole.
Il mese poi scivolerà via come accade sempre in estate.

Nessun commento:
Posta un commento